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Bollette gas troppo alte? Rimedia subito con la regolazione del termostato che in pochi considerano

📅 17 Agosto 2026✍️ di Manuela Vercelli⏱️ 5 min di lettura

Il costo del gas resta un nervo scoperto e molti cercano soluzioni semplici ma concrete. In casa ho imparato che non sempre servono grandi lavori: a volte basta una regolazione intelligente per cambiare tutto. Qui ti spiego quella che, quasi sempre, nessuno imposta correttamente sul termostato.

Qual è la regolazione del termostato che fa davvero risparmiare gas?

Impostare l’isteresi (o differenziale) tra 0,5 e 0,7 °C riduce gli avvii continui della caldaia e migliora l’efficienza. È una regolazione spesso ignorata che può tagliare i consumi di gas del 5-10% senza sacrificare comfort. Si modifica dal menù del termostato, in pochi secondi.

Con un’isteresi troppo bassa (0,1-0,2 °C) l’impianto si accende e spegne di continuo: rumore, sbalzi e sprechi. Allargando il differenziale, la temperatura ambiente oscilla di poco, ma la caldaia lavora più a lungo e in modo stabile. Se hai una caldaia a condensazione, ciò favorisce anche la condensazione continua dello scambiatore. Su un appartamento medio, parliamo di diversi metri cubi risparmiati al mese. È un settaggio semplice, come regolare una mensola a bolla: un piccolo intervento che fa la differenza.

Meglio spegnere quando si esce o usare la temperatura ridotta (setback)?

Per assenze inferiori a 8-10 ore conviene usare un “setback” di 2-3 °C invece di spegnere. La casa disperde meno e la ripartenza richiede meno gas. Solo per assenze prolungate di uno o più giorni ha senso spegnere del tutto.

Imposta 19-20 °C quando sei in casa e 16-17 °C mentre lavori fuori o di notte. Eviti di riscaldare da zero, soprattutto se l’involucro è poco isolato. Nei miei traslochi ho visto appartamenti con muri freddi che “bevono” calore a ogni ripartenza: ridurre, non spegnere, è spesso la strada più pratica. Se il termostato lo consente, usa la funzione “anticipazione” così trova la temperatura giusta all’orario di rientro.

Dove va messo il termostato per letture affidabili?

Il termostato va su una parete interna, a circa 1,5 metri da terra, lontano da fonti di calore e correnti d’aria. Non metterlo in corridoio o vicino a finestre e termosifoni. Una posizione errata falsifica la misura e fa consumare di più.

Una lettura sballata di 1 °C può spingere la caldaia a lavorare ore in più in una stagione. Se usi tende pesanti o mobili alti, lascia aria libera intorno al dispositivo. In cucina, evita la zona fornelli; in soggiorno, non puntarlo verso stufe o lampade potenti. Se la stanza di riferimento è diversa da quella dove vivi di più, attiva la funzione “offset” per riallineare la temperatura letta dal termostato a un termometro affidabile.

Quanto devo impostare l’isteresi: 0,2 °C, 0,5 °C o 1 °C?

In case ben isolate, 0,3-0,5 °C è un buon compromesso tra comfort e consumi. In abitazioni mediamente isolate, 0,5-0,7 °C spesso rende la caldaia più efficiente. Solo in case molto disperdenti può servire 0,8-1 °C, accettando leggere oscillazioni percepibili.

Con 0,2 °C l’impianto “ticchetta” spesso, stressa il generatore e non permette alla condensazione di esprimersi. Con 0,5-0,7 °C si allungano i cicli, la mandata resta più bassa e la casa è stabilmente confortevole. Fai una prova di tre giorni per ogni valore e annota: tempi di accensione, comfort percepito e consumi sul contatore. È il metodo più semplice per trovare la tua soglia ideale senza strumenti professionali.

Un termostato smart conviene anche con la caldaia tradizionale?

Sì, un termostato smart può far risparmiare anche con una caldaia on/off grazie a funzioni di apprendimento e controllo granulare. Se la caldaia supporta protocolli come OpenTherm, il guadagno aumenta perché la mandata si modula in modo continuo. Il rientro dell’investimento avviene spesso in 1-2 stagioni.

I modelli con geolocalizzazione evitano di scaldare quando la casa è vuota, e l’analisi dei dati ti mostra dove stai sprecando. La regolazione climatica, se presente, tiene conto della temperatura esterna e abbassa automaticamente la mandata. Anche senza OpenTherm, l’algoritmo PID riduce i picchi e stabilizza il comfort. Valuta la compatibilità con le tue valvole termostatiche e, se hai più stanze, considera la zonizzazione: scaldare solo dove vivi davvero è un risparmio certo.

Qual è la temperatura “giusta” in casa secondo le norme e per il comfort?

La temperatura consigliata per gli ambienti è 19-20 °C, con tolleranza a 18 °C nelle camere da letto. La normativa italiana (vedi D.P.R. 74/2013) indica 20 °C come riferimento. Restare entro questi range tutela salute, comfort e bolletta.

Ogni grado in meno vale circa il 6% di risparmio energetico. In soggiorno 19-20 °C sono ideali, in camera 18-19 °C migliorano il sonno, in bagno puoi salire a 21 °C per brevi periodi. Usa tappeti nelle zone fredde e tende ben regolate: piccoli accorgimenti che attenuano la sensazione di freddo senza toccare il termostato.

Come coordinare termostato, caldaia e valvole per evitare sprechi?

Imposta il termostato come “direttore d’orchestra” e lascia alle valvole termostatiche il compito di rifinire stanza per stanza. Tieni la temperatura di mandata della caldaia la più bassa possibile compatibile con il comfort. Così riduci i cicli e massimizzi l’efficienza.

Se le valvole di alcune stanze sono quasi chiuse, la portata totale cala e la caldaia può andare in on/off: alza leggermente l’isteresi o riduci la mandata per allungare i cicli. In stagione fredda inizia da 45-50 °C di mandata con caldaia a condensazione e sali solo se serve. Un bilanciamento ragionato (ad esempio termosifoni delle camere meno aperti) aiuta a non surriscaldare. Secondo i dati divulgati da ARERA, la parte variabile della bolletta pesa più dei consumi quanto più si alzano i volumi: ogni metro cubo risparmiato conta.

Posso stimare il risparmio con un esempio pratico?

Sì: in un appartamento di 80 m² con consumi stagionali di 700-900 m³, ottimizzare isteri, setback e mandata può valere 50-100 m³ risparmiati. A prezzi attuali significa decine di euro a bimestre. È un taglio reale ottenuto solo con impostazioni.

Una routine efficace: isteri a 0,6 °C, 19,5 °C in presenza, 17 °C assenza/notte, mandata 48-52 °C, valvole tarate per stanza, porte interne chiuse dove serve. Dopo una settimana di test, affina di mezzo grado. A casa mia ho aggiunto piante in veranda per schermare il vetro e tappeti nei punti di passaggio: comfort percepito in su, termostato un filo più giù.

Domande rapide

Devo coprire il termostato con una mensolina? No: serve aria libera intorno, altrimenti misura male.

Meglio 20 °C fissi o 19 °C con maglione? 19 °C costanti riducono consumi e sbalzi, mantenendo comfort.

Conviene la modalità “eco” della caldaia? Sì, spesso abbassa la mandata e attenua i cicli on/off.

Le valvole termostatiche sostituiscono il termostato? No: lavorano insieme, non sono alternative.

Quante volte al giorno deve accendersi la caldaia? Meglio pochi cicli lunghi che molti brevi: ottimizza isteri e mandata.

Manuela Vercelli

Manuela ha trasformato un appartamento di città in un rifugio accogliente grazie a piccoli interventi fai-da-te e creatività nell'arredamento. Dopo aver curato diversi traslochi, dispensa consigli pratici per ottimizzare gli spazi domestici e integrare il verde anche su balconi minimali.

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